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Notizie dalla fabbrica: Persone al potere

Un incontro con Tonny Engels è sufficiente per intuire i motivi che lo hanno portato alla nomina di responsabile del processo di produzione presso il nuovo quartier generale di Hitachi Construction Machinery Europe. Nell'ampia esperienza di Tonny, che ha passato oltre 19 anni nella fabbrica di miniescavatori Hitachi di Oosterhout, rientrava anche la collaborazione nell'allestimento del ciclo di produzione.

Tonny ha accettato la sfida iniziando a lavorare nella nuova fabbrica il primo settembre 2002, quando l'edificio era ancora soltanto una scatola vuota. "Non abbiamo avuto molti problemi in quel periodo," spiega, "grazie al supporto dei colleghi giapponesi e all'uso di componenti progettati in Giappone, nel quartier generale dell'azienda."

"All'inizio ci siamo dedicati all'installazione dei macchinari, ad esempio quelli per la saldatura degli elementi del telaio. Il metodo usato per la lavorazione dei bracci di sollevamento era simile alle tecniche di produzione già in uso, il che lo ha reso abbastanza semplice da introdurre nella linea di produzione. Il supporto tecnico che abbiamo ricevuto dalla casa madre in Giappone è stato inestimabile."

A metà novembre del 2002 Tonny e il suo team avevano iniziato la formazione del nuovo personale; il 17 gennaio 2003 il primo escavatore ha lasciato la linea di produzione del nuovo quartier generale di Hitachi Construction Machinery Europe tra il giubilo dei 60 dipendenti.

Nel giro di quattro mesi il personale, che nel frattempo è cresciuto di numero, ha fatto grandi progressi con la produzione di due-tre unità al giorno. Nonostante ciò, il processo produttivo non è stato esente da problemi di gioventù.

"Complessivamente il primo anno è andato bene" - ricorda Tonny - "anche se abbiamo avuto qualche problema logistico con i fornitori locali. Il concetto di 'just in time' non è ancora ai livelli di efficienza richiesti, ma siamo sempre più vicini."

"È una situazione normale, se si considera che abbiamo avuto qualche difficoltà con i disegni e le specifiche tecniche di alcuni componenti. Il nostro personale è stato selezionato con cura tra persone con vasta esperienza in altri settori, ma alcuni di loro non avevano mai visto un escavatore prima di essere assunti in Hitachi!"

A questo punto è entrato in gioco il programma di formazione per specialisti Hitachi. I meccanismi di formazione interni all'azienda hanno consentito ai neoassunti di acquisire rapidamente le competenze fino al livello di perizia di cui ora siamo testimoni. Oltre a ciò, il personale chiave è stato iscritto a corsi esterni per approfondire i temi della qualità, della sicurezza e altri aspetti del processo produttivo.

Nello stesso momento Hitachi ha anche introdotto due linee di verniciatura, un sistema automatico per i singoli componenti e un altro dedicato ai mezzi completi. Si trattava anche in questo caso di un concetto nuovo per il team di gestione del processo. Da allora è stato implementato un ordinato flusso dei componenti sulla linea di produzione.

"Il nostro output giornaliero al momento è di 11 unità," dichiara Tonny con una punta d'orgoglio. "Ma non ci siamo seduti sugli allori. Continueremo a ottimizzare il processo nei prossimi tre-quattro anni, fino a raggiungere l'obiettivo finale di 16 unità al giorno. Al momento siamo perfettamente allineati con questo obiettivo. Anzi, il nostro livello di operatività è più che soddisfacente: supera di circa il 6% gli obiettivi posti dalla dirigenza."

I meccanismi di turnazione e le linee di produzione si sono evoluti negli ultimi due anni. Gli oltre 200 dipendenti sono suddivisi in due turni (tre per le attività di lavorazione) che concorrono a raggiungere i livelli di produzione richiesti e a migliorare l'efficienza. La catena di montaggio si divide soltanto al momento di assemblare il sottocarro sugli escavatori gommati e su quelli cingolati, perché l'aggancio della torretta sui mezzi gommati richiede tempi due volte e mezzo più lunghi.

Quando il processo è terminato, i due tipi di macchine si ritrovano nuovamente su un'unica linea di produzione. Una volta completato, ogni escavatore viene sottoposto a un rigoroso collaudo da parte di una squadra addestrata secondo criteri molto stringenti, stabiliti in Giappone.

L'importanza dei controlli di qualità è tale che i tester vengono inviati al quartier generale mondiale di Hitachi ogni volta che vengono introdotti nuovi modelli o tecniche. Man mano che si svela la complessità del sistema, appaiono chiari l'entusiasmo e la competenza che caratterizzano Tonny Engels. Tonny ha guidato i suoi uomini stando sempre in prima linea e ha saputo mettere a buon frutto la sua esperienza. Il successo nella implementazione e gestione di una nuova fabbrica di macchinari edili è la testimonianza della grande bravura organizzativa del direttore e del suo team.

"Il personale della fabbrica è stato suddiviso in due aree e quattro gruppi, con un responsabile per ciascun gruppo," spiega Tonny. "I responsabili a loro volta inquadrano dei capisquadra che hanno la specifica responsabilità di controllare ciascuna squadra di persone. Abbiamo un sistema a cascata, nel quale le informazioni percorrono la catena di comando come in un fiume, seguendo la corrente. L'unica differenza è che noi ci teniamo a far sì che le informazioni risalgano anche lungo la gerarchia!

"Ciascun gruppo è dedicato ad alcune attività specifiche, ma c'è sempre lo spazio per migliorare. L'obiettivo finale è di avere squadre di persone con capacità in più settori, per cui ci stiamo concentrando nel far girare le persone all'interno della struttura in modo che possano condividere le informazioni e contribuire al miglioramento continuo dei nostri sistemi."

"Naturalmente è più facile a dirsi che a farsi. Assumere un nuovo ruolo partendo da un lavoro che si conosce e col quale si è presa confidenza è una sfida non da poco. È necessaria un'intensa opera di persuasione da parte della dirigenza, ma crediamo che ne valga la pena; cerchiamo infatti di trovare le persone migliori, che ci aiutino a lasmare

lo sviluppo della fabbrica nel futuro. Qui da noi le promozioni avvengono dall'interno; le persone capaci di assumere responsabilità via via più grandi vengono selezionate per l'avanzamento nella struttura manageriale."

Tonny non sottovaluta l'importanza di quest'ultimo aspetto. I ruoli e le attività sono talmente ampi e variegati da richiedere uno sforzo ingente, suo e del suo team, per raggiungere il corretto equilibrio nell'ambito di ciascun turno. Questo lavoro viene svolto dagli assistenti di direzione, che occupano un ufficio in posizione centrale al primo piano della fabbrica; la posizione è di importanza strategica perché fornisce una visione d'insieme di tutte le attività.

La presenza di personale nuovo porta inevitabilmente a degli errori, ma per ovviare al problema Hitachi ha messo in opera nell'ottobre scorso un gruppo di sicurezza ambientale. Si tratta di un'attività applicabile agli aspetti operativi dalla fabbrica, che punta ad ottenere la certificazione ISO 18000 entro l'anno. Il sistema, che assegna ai capisquadra la responsabilità di riportare gli errori ai livelli superiori della dirigenza, sta funzionando bene: puntuali rapporti mensili consentono di intraprendere di volta in volta le azioni appropriate.

L'approccio al monitoraggio e al controllo degli aspetti di qualità è simile. La responsabilità spetta ai capisquadra, che forniscono alla dirigenza le informazioni necessarie per far sì che gli standard di qualità Hitachi non siano mai secondi a nessuno.

Hitachi è in grado di produrre sino a 1.000 varianti dei 13 modelli di escavatori midrange che escono al momento dalla fabbrica di Amsterdam. Questo notevole risultato evidenzia il gran numero di opzioni di cui possono essere dotati gli escavatori cingolati della gamma Zaxis 110-350 e i gommati Zaxis 130-210, a confronto con i miniescavatori prodotti nella fabbrica di Oosterhout che prevedono la possibilità di 64 configurazioni distinte. I modelli più diffusi tra quelli prodotti ad Amsterdam sono gli escavatori cingolati Zaxis 210, 130 e 240.

Anche la grande quantità di ordini rappresenta un fattore di complicazione per il management aziendale, che viene risolto spostando il personale nell'ambito dei turni in funzione delle esigenze; una buona ragione in più per concentrarsi sul multi-tasking. La flessibilità dei dipendenti viene premiata con gli straordinari per venire incontro alle esigenze dei concessionari e degli utenti dei diversi Paesi.

E allora, come vede il futuro Tonny Engels? "Non credo che costruiremo mai tutti i componenti delle macchine qui nei Paesi Bassi," ci confida. "L'assemblaggio della torretta di un escavatore è un procedimento complesso che in Giappone è stato ormai perfezionato; inoltre lì sono in grado di mantenere un livello di qualità elevata sulle parti idrauliche.

"Ragionando in termini globali è logico realizzare ciascun componente in un solo posto, in modo esclusivo. Si riducono i rischi e il processo logistico ne risulta ottimizzato. Questa è anche la filosofia globale di Hitachi riguardo al processo produttivo." "Abbiamo già prodotto la macchina numero 5.000, uno Zaxis 240 uscito dalla fabbrica il 23 dicembre 2004, e come dicevo i nostri volumi globali sono in crescita.

Questo risultato è ottenuto in parte grazie alla consegna di escavatori completi dal Giappone e all'aiuto dell'Application Centre (AC) di Oosterhout nell'assemblaggio dei bracci di scavo e di sollevamento per le nostre macchine più grandi. In effetti la fabbrica dell'AC è parte integrante del nostro approccio in quanto produce a ritmo continuo tre unità al giorno. In questo modo speriamo di poter superare il nostro obiettivo di produzione per il 2005, che è di 3.641 unità."

La passione di Tonny per il suo lavoro è palese, viene quindi spontaneo chiedergli quale sia la cosa che apprezza di più nel ruolo che ricopre. "Il rapporto con le persone," risponde senza esitare. "È nell'aspetto personale che trovo il maggiore interesse. Mi piace davvero impegnarmi in situazioni specifiche. Se sarò in grado di dare il mio contributo per la serenità del personale raggiungeremo insieme i nostri obiettivi di produzione. È per questo che resta una delle mie funzioni principali."

"In definitiva vorrei che tutti lavorassero in un ambiente sereno. Sarà pure un sogno, ma è una visione che condividiamo giorno dopo giorno." "Inoltre credo che dovremmo avere un sistema di rapporti orizzontali e verticali robusti e armoniosi tra tutti i settori ell'impianto produttivo. Non dovremmo avere come obiettivo la costruzione di muri e ostacoli tra i gruppi di persone. Per farlo cerchiamo di coinvolgere tutti e di diventare una famiglia. Senza i nostri colleghi non abbiamo nulla - e non siamo nulla."

Quest'ultima frase riassume al meglio la positività dell'ambiente di lavoro creato da Hitachi nella sua fabbrica di Amsterdam. Mentre il sogno di Tonny prosegue, possiamo solo immaginare un brillante futuro per Hitachi e il suo prezioso personale.

 


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