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Comunicati stampa

La produzione in Giappone torna ai livelli precedenti al terremoto

26 Mag, 2011

Michijiro Kikawa, President, Chief Executive Officer and Director, Hitachi Construction Machinery Co., Ltd.

Già questa settimana Hitachi Construction Machinery Co., Ltd. (HCM) tornerà probabilmente a produrre a pieno ritmo per la prima volta dal devastante terremoto e dal conseguente tsunami che hanno travolto il paese. Cinque stabilimenti, tutti situati nella prefettura di Ibaraki, erano stati colpiti dalla calamità naturale avvenuta l’11 marzo. Nel momento di maggiore difficoltà, a causa del dissesto degli impianti e dell’approvvigionamento di componenti, la produzione si era ridotta ad appena il 60 per cento del livello originario.

La ripresa per HCM è avvenuta ad una velocità maggiore di quanto inizialmente si presupponesse. Il produttore nipponico sarà dunque in grado di soddisfare la maggiore richiesta di macchine movimento terra che è la conseguenza del disastro.

Il primo ministro Naoto Kan ha dichiarato che il Giappone avrà bisogno di molteplici programmi di spesa per riparare i danni causati dalla calamità. Secondo la valutazione del governo i costi si aggirano intorno ai 25 trilioni di yen (216 miliardi di euro). HCM intende avere una parte nella ricostruzione, come spiega il signor Kikawa: “Dobbiamo ancora affrontare delle incertezze in merito all’approvvigionamento di alcuni componenti, ma la situazione è molto migliore di quanto si pensasse inizialmente.”

Il ripristino della piena capacità produttiva permetterà a HCM di rifornire anche i mercati asiatici in rapida espansione, prima tra tutti la Cina. Si prevede che la produzione di HCM di escavatori (compresi i modelli mini) per il mercato cinese aumenterà fino a 30.000 unità entro la fine del marzo 2013. Secondo Kikawa questa quantità potrebbe raddoppiare nella seconda metà del decennio. L’espansione in Asia sarà sostenuta da un investimento di 52,6 miliardi di yen (457 milioni di euro) per il potenziamento degli impianti, che avverrà durante l’anno finanziario in corso.

“Nessun altro mercato se non quello cinese assorbirà volumi tanto importanti e mostrerà una crescita tanto rapida,” sottolinea Kikawa. “L’India e gli altri mercati asiatici seguiranno questo sviluppo, tuttavia avranno bisogno di tempo per raggiungere i livelli cinesi.”

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